Le Dimore

Palazzo Moroni

Con allestimento di Alessandro Guerriero

"Elogio della fragilità"

“Fragile” è termine derivato dal latino, “frangere”, cioè “rompere, spezzare, fracassare”. Fragile, quindi, come qualcosa che è soggetto a facili rotture. Ma Cicerone ci insegna che “frangere” può significare anche “commuovere, intenerire, far mutar pensiero”. Il mio racconto ti può frangere, ti può commuovere e intenerendoti può farti mutare idea. Assunta in questa prospettiva, la fragilità diventa la porta per l’universo di emozioni che diventano guida del pensiero e dell’azione. La coscienza della fragilità come valore positivo appartiene soprattutto alla donna. A partire dalla sua storia. Come dice Salvatore Natoli, nelle società arcaiche il ruolo dell’uomo era quello di uccidere, mentre il ruolo femminile era quello di generare e di amministrare la vita. Far nascere, prendersi cura del cucciolo che da lei – nudo e indifeso – prende vita. Accudire.
Incontri con il design
28 settembre 2016
Alessandro Guerriero
Informazioni

Storia

Al n. 12 di Via Porta Dipinta si apre il portale d’ingresso di Palazzo Moroni, una delle massime espressioni dell’architettura seicentesca a Bergamo. Il fronte assai sobrio, come la corte dove troneggia la statua di Nettuno, è in netto contrasto con l’impronta barocca data agli interni dagli affreschi di Barbelli che decora il suggestivo scalone e le sale maggiori della dimora, complete di arredi e opere d’arte che testimoniano l’amore per il collezionismo della famiglia Moroni. Un vasto giardino terrazzato si estende a sorpresa partendo dalla balconata interna e include una torre medievale, eleganti parterre e una sezione ad “ortaglia”.